Partenze e arrivi

Il viaggio, da Ulisse in avanti, non è un semplice spostamento, quanto piuttosto un percorso esistenziale. E quasi ogni viaggio ha una partenza ed un arrivo. Ma non è questo che mi interessa evidenziare. Piuttosto voglio parlare di un particolare aspetto del viaggio che è la partenza, nel senso di "despedida". Ossia della persona che parte, che si allontana per tornare ad un possibile luogo di origine. (Viaggio: iter.. . In viaggio, in itinere, pero' il viaggio per noi puo' an che essere tutto il periodo di tempo dalla partenza all'arrivo, non solo lo spostamento ossia il viaggio) E allora torniamo alla despedida: la despedida può essere tra due persone, tra una persona ed un luogo, tra una persona ed una parte sentimentale di se stessa... Insomma, il viaggio di ritorno implica distacco. Prendiamo Ulisse e Circe, figlia del Sole, anzi prendiamo il soggiorno di Ulisse ad Eea dopo che ha liberato i suoi compagni di viaggio. Quando Ulisse decide di ripartire, Circe lo avverte di ulteriori sacrfici, ma non solo, nel suo viaggio di ritorno verso Itaca, Ulisse dovrà scendere nel regno dei morti per parlare con lo spirito di Tiresia. Insomma la partenza che si trasforma in un arrivo, è che però ancora non lo à à un distacco sofferto. Si soffre per quello che si lascia? Per quello che non si sa succederà? E la despedida di una persona conosciuta, che ti lascia quella scontata sensazione di agrodolce? Insomma, dove sta la linea di demarcazione tra la partenza e l'arrivo, tra lasciare e trovare, tra salutare ed incontrare? prima parte ... continua ...