Month of July , 2006
Aggiornamenti
E' ormai diventato difficile seguire tutto quello che sta succedendo nel paese che una volta veniva chiamato La Svizzera del Medio Oriente, il Libano. Una cosa però è chiara e non mi stancherò mai di ripeterla, la situazione umanitaria in quei 10.452 Km2 popolati da circa quattro milioni di persone è gravissima. Si "spara" senza distinzione sulle postazioni ONU, sugli aiuti umanitari oltre che sulla popolazione civile.
In questi giorni ho trovato il tempo di aggiornare il sito (come avevo anticipato lo scorso giugno) alla versione 4.7 di Drupal e di creare un nuovo tema, come gli altri sarà presto disponibile per il download nella mia pagina mia dei temi. Ho registrato anche un dominio e presto vorrei anche traslocare da altervista. Per i 33 abbonati al feed non cambierà niente, per chi apre il sito frequentemente spero quasi niente, a parte qualche messaggio di redirezionamento.
Vorrei per ultima cosa fare un appello ai designer di buona volontà che si vorranno prodigare a creare un logo che si adatti bene ai colori di questo blog. Per dare un'idea, mi piace molto il logo di 9rules. Saranno ricompensati con un blocco ben in evidenza completamente dedicato a loro in alto a sinistra con i link ai loro siti. Grazie :D.
Note stonate
Aggiornamento del 24 luglio
Da questa mattina, due quotidiani israeliani, Maariv prima e Jerusalem Post poi, hanno iniziato a diffondere notizie su potenziali attentati all'estero da parte degli Hezbolla: rapimenti di turisti e attacchi a obiettivi ebraici nel mondo. A mio avviso queste informazioni mirano a diffondere preoccupazione per accaparrare i consensi dell'opinione pubblica e/o legittimare ulteriori operazioni belliche. Una strategia già vista nel post 11 settembre: "Nessuno più ora è tranquillo, nessuno più ora è sicuro!" seguito dalla guerra preventiva in Afganistan e dalla democratizzazione dell'Iraq.
La Rice giunta in Libano si dice estremamente preoccupata della situazione umanitaria, forse dall'altra parte dell'Atlantico le immagini arrivavano un po' sfocate.
Sembra di essere tornati indietro di 60 anni durante la seconda guerra mondiale ... Gli aerei israeliani dovranno bombardare dieci edifici a più piani nei sobborghi meridionali di Beirut, roccaforte di Hezbollah, per ogni nuovo razzo a lunga gittata che colpirà il porto settentrionale di Haifa, terza città dello Stato ebraico per importanza.
Vediamo di fare il punto della situazione e di evidenziare le note stonate di una musica chiamata guerra.
22 luglioLe truppe Israeliane fanno avanti e indietro nel territorio libanese, anche se il segretario generale delle nazione unite Kofi Annan ha detto che tale incursione segnerebbe un'escalation molto grave del conflitto. Nonostante il titolo altisonante segretario generale delle nazione unite, le parole di Annan sono cadute nel vuoto. A che servono le nazioni unite? Questo è il preambolo dello statuto che ho trovato su wikipedia:
Driin... Pronto? ... Decimo giorno di guerra
Decimo giorno di guerra, estratto dal sito di repubblica.it. Israele chiama i riservisti dell'esercito e assicura che non sarà una guerra breve, tuttavia non ha nulla in contrario sulla costituzione di un corridoio umanitario. Un sondaggio del quotidiano Maariv di Tel Aviv informa che 9 israeliani su 10 sono favorevoli alla guerra, il direttore dello stesso quotidiano giunge anche alla conclusione che si tratta, con una certa evidenza, di una guerra tra Israele e Iran poichè quest'ultimo arma direttamente gli Hezbolla.
In piazza a Torino, Libano Israele ottavo giorno
Torino, libanesi in piazza per la pace
Sono appena rientrato dalla fiaccolata che si è svolta a Torino, in Piazza Castello questa sera alle 21. Studenti Ingegneri, medici e professori con le rispettive famiglie, questa è la comunità libanese integrata che vive e lavora a Torino. Si sono incontrati per farsi coraggio, per distribuire dei volantini e per chiedere la fine della guerra.
La manifestazione è stata molto civile e silenziosa, a parte un intoppo iniziale. Nessun corteo itinerante, solo qualche giro della piazza, bandiere, cartelloni e fiaccole accese.
Ottavo giorno di guerra
Nelle ore della manifestazione le milizie israeliane cercavano di ammazzare una mosca con un fucile, ben 23 tonnellate di bombe su un bunker dove si sarebbe presumibilmente nascosto il leader degli Hezbolla. Nel pomeriggio il quartiere cristiano nel centro di Beirut è stato nuovamente bombardato perchè un camion con una gru ripiegata è stata scambiata per un lanciamissili - perchè i lanciamissili transitano tranquillamente per il centro di Beirut e gli aerei non sono dotati di sofisticati mezzi per inquadare l'obiettivo. In Libano non c'è più quasi niente da distruggere, anzi no, qualcosa c'è: le chiese e le moschee. Distruggeranno anche quelle perchè potenziali rifugi?
Solo oggi, per la prima volta, la Siria (discutendo col premier turco) e la Giordania (con una telefonata alla Rice) si sono pronunciati chiedendo di cessare il fuoco - non male come tempi vista la situazione. Ma chi veramente fa pendere l'ago della bilancia da una parte o dall'altra sono gli Stati Uniti che oggi senza remore ha dato il via libera ad un'altra settimana di bombardamenti, con buona pace degli altri paesi e del popolo libanese.
Singolare anche la volontà iniziale di far pagare il rientro dei cittadini statunitensi ai cittadini stessi che dovevano rimpatriare. Il ripensamento dopo diverse proteste - veramente una caduta di stile per un tale paese (ironico se non si fosse capito).
L'organizzazione onlus Save the children ha lasciato un comunicato 2 giorni fa informando che i bambini sono le principali vittime di questo conflitto.
Le infrastrutture, ormai, queste sconosciute, l'ei fu aereoporto di Beirut, la libertà e la vita di molti civili sepolta sotto le bombe, come sarà il futuro di chi sopravviverà? Come faranno a non avere la resistenza che scorre nelle vene i giovani che vivono questo inferno?
I post di questi giorni non parlano di informatica, di web 2.0, di CSS design o di blog. Faccio quello che posso per una questione a cui tengo, per denunciare i soprusi e la sproporzione della risposta bellica (aerea, navale e terrestre) commessi da uno stato nei confronti dei civili di un altro stato. Per comunicare il mio stupore davanti agli 8 paesi del G8 - presto forse diventeranno 11 se gli USA vorranno - che non sono riusciti a bloccare la strage dall'inizio - dove sta' il loro potere? E gli altri paesi arabi? Cosa hanno fatto per il conflitto in Palestina? Cosa faranno per quello in Libano?
Israele - Libano
Vi prego di seguire la situazione in Libano, perchè si sappia che un paese libero grande quanto un terzo della Sicilia è stato messo sotto assedio da Israele: l'appendice degli Stati Uniti nel medio oriente. Nonostante i numerosi appelli dei capi di stato di cessare i bombardamenti, questi si susseguono ora dopo ora.
Gli obiettivi sono tutti civili e vengono segnalati tramite dei volantini gettati dagli aerei in volo: aereoporti, centrali elettriche e autostrade e gallerie. Raggiungere il paese o spostarsi diventa sempre più difficile se non impossibile. Tutto questo ad opera di uno stato che qualcuno definisce l'unica democrazia nel medio oriente.
Non si è parlato di operazioni chirurgiche, anche se si conoscono bene gli effetti della chirurgia in questi casi, si tratta di operazioni volte ad isolare il paese su tutti i fronti. Che ne sarà della popolazione residente? I pochi fortunati fuggono, quelli che restano fanno le provviste al supermercato - fino ad esaurimento scorte.
Non è sufficiente una vita per ricostruire un paese, ma a quanto pare bastano pochi giorni per distruggerlo!
