Computer e Internet

2 Nov 05

Drupal, Clean URL e Page Rank

Attenzione: post dal contenuto criptico, consigliata l'estensione di Firefox che mostra il valore del page rank o la toolbar di Google.

Recentemente ho ricevuto una mail da un lettore che mi chiedeva delucidazioni circa il Page Rank (PR) delle pagine sul mio blog dopo aver attivato l'opzione Clean URL (URL semplificati) di Drupal. Quello che succede è una cosa un po' strana:

  1. la mia home page ha PR x,
  2. tutte le pagine accedute in modo esplicito senza clean URL (tramite ?q= per intenderci) hanno PR x. Ad esempio ?q=private-blogging
  3. le stesse pagine accedute tramite Clean URL hanno PR inferiore, y < x oppure 0 (zero) ad esempio /private-blogging

Come è possibile che la stessa pagina (con gli stessi contenuti) una volta acceduta tramite ?q=titolo-post e un'altra tramite /titolo-post abbia un PR diverso? Non vorrei dire una castroneria, ma la spiegazione che mi sono dato è la seguente:

Google assegna il PR alla pagina e non all'URL. In pratica con i clean url disabilitati la pagina/post da visualizzare è un parametro contenuto query string (tutto quello che c'è nell'URL dopo il ?), quindi la pagina considerata da Google è e rimane sempre la stessa, il contenuto da visualizzare invece è parametrizzato.

Nel caso dei Clean URL abilitati, l'URL viene riscritto dal web server e l'antiestetico ?q= viene eliminato, ogni post pertanto sarà visto come una nuova pagina a se stante, con un PR basso o nullo se il post e nuovo.

A mio avviso non è molto convenitente, dal punto di vista del PR, attivare i Clean URL di Drupal dopo che Google ha assegnato un PR molto alto alla pagina ?q= .

Chiunque abbia maggiori informazioni in merito è invitato a lasciare qualche commento.

28 Oct 05

Caccia agli zombie

Segnalato dal mio amico Fra, trovato su punto-informatico . Pacchate windows, pacchate, oppure passate a Linux.

Per comprendere i numeri di questo fenomeno e poter sporgere denuncia, Microsoft ha realizzato un esperimento decisamente interessante: ha attivato un computer privo di protezioni allo scopo di verificare quali attività vi si sarebbero svolte sopra da parte di cracker e affini. I risultati sono impressionanti: in tre sole settimane, al PC hanno avuto accesso programmi automatici di controllo la bellezza di 5 milioni di volte, attivazioni che avevano lo scopo di inviare 18 milioni di messaggi di spam capaci di pubblicizzare più di 13mila siti web. Microsoft ha spiegato di aver bloccato quei messaggi prima che giungessero alla rete ma ha ammesso di essere stupefatta per i numeri in campo.

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